Visitare la Sicilia
Palermo si legge a strati: città punica, poi romana, poi araba per due secoli, poi normanna, poi spagnola. Niente è stato cancellato, tutto riutilizzato, e i monumenti che colpiscono di più sono quelli dove gli strati si vedono ancora.
Tre ore a est di strada, Siracusa racconta un'altra storia: quella di una città greca che rivaleggiò con Atene, e la cui cattedrale è un tempio di Atena con gli spazi fra le colonne semplicemente murati.
Ti piacerà se
- le mescolanze ti interessano più degli stili puri
- mangi per strada senza pensarci due volte
- vieni ad aprile, maggio o ottobre, quando il caldo è sopportabile
Guarda altrove se
- cerchi ordine: traffico e orari sono una trattativa permanente
- vieni a luglio o agosto: nell'interno si superano i quaranta gradi
- conti di vedere tutto senza auto: l'isola fa venticinquemila chilometri quadrati
Da non perdere
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1 La Cappella Palatina +3 reco
La cappella del palazzo reale, finita nel 1140: mosaici bizantini alle pareti, un soffitto a stalattiti di legno dipinto da artigiani arabi, iscrizioni in tre lingue. L'unico posto dove le tre culture dell'isola stanno in una stanza sola.
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2 La chiesa della Martorana +11 reco
Fondata nel 1143 dall'ammiraglio greco di Ruggero II, con mosaici di bottega bizantina e un campanile normanno aggiunto dopo. La comunità albanese di Sicilia vi celebra ancora in rito bizantino.
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3 La cattedrale di Palermo +3 reco
Moschea del IX secolo fatta cattedrale, poi rimaneggiata per seicento anni: su una colonna del portico sud si legge ancora un'iscrizione coranica. Le tombe reali di porfido stanno nella navata destra.
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4 La Fontana Pretoria +3 reco
Cinquanta statue di marmo bianco scolpite a Firenze per un giardino privato, comprate dalla città nel 1573 e rimontate in piazza. I palermitani l'hanno chiamata per molto tempo la fontana della vergogna, per i nudi.
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5 L'Orto botanico di Palermo +3 reco
Aperto nel 1789, dieci ettari dove le specie tropicali crescono in piena terra perché il clima dell'isola lo consente. Il ficus macrophylla all'ingresso copre da solo più di mille metri quadrati.
I nostri itinerari in Sicilia
Quando andare in Sicilia
| Voto | Stagione | Tempo | Affluenza e prezzi |
|---|---|---|---|
| Aprile, maggio e ottobre | 19 a 26 °C, luminoso | Moderata, buoni prezzi | |
| Giugno e settembre | 26 a 31 °C, mare a 25 | Affollata, prezzi medi | |
| Luglio e agosto | 32 a 40 °C nell'interno | Punta massima, il caldo pesa | |
| Da novembre a marzo | 12 a 18 °C, rovesci | Tranquilla, le città sono piacevoli |
Il nostro consiglio
L'inverno siciliano è una stagione sottovalutata: le città tengono i quindici gradi, i monumenti sono vuoti, i prezzi al minimo, e chiudono solo i paesi di mare. È il momento migliore per Palermo, che non è una città balneare.
Come arrivare in Sicilia
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1 In aereo Il più rapido
Palermo e Catania ricevono voli da Milano e Roma con ITA Airways e Ryanair, in un'ora e mezza. Palermo apre l'ovest, Catania l'est: scegli in base alla metà che vai a vedere.
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2 In nave Con l'auto
i traghetti notturni collegano Genova e Napoli a Palermo, con l'auto a bordo. È la formula che fa risparmiare una giornata di guida sulla dorsale tirrenica.
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3 In treno Senza volare
fino a Villa San Giovanni, poi il traghetto dello Stretto e la linea siciliana. Lungo, ma è l'unico modo di arrivare senza volare, e le carrozze salgono a bordo della nave.
La combinazione più semplice: arrivo a Palermo, partenza da Catania, e un'auto a noleggio in mezzo. I noleggiatori accettano il solo andata fra i due aeroporti, e si risparmia di attraversare l'isola due volte.
Come spostarsi in Sicilia
Palermo si fa tutta a piedi: i quattro quartieri storici stanno attorno a un solo incrocio, e i monumenti a dieci minuti l'uno dall'altro. Ortigia, il centro antico di Siracusa, è un'isola che si attraversa in venti minuti.
Buono a sapersi
Molte chiese e aree archeologiche chiudono fra l'una e le tre, e alcune aprono solo la mattina. Gli orari pubblicati in rete sono spesso sbagliati: vale il foglio attaccato alla porta, e cambia con la stagione.
Cosa mangiare in Sicilia
- Arancine: palle di riso allo zafferano, ripiene e fritte, al ragù o al burro. A Palermo sono tonde e la parola è femminile, a est sono coniche e maschili, e la questione si prende sul serio.
- Pane e panelle: frittelle di farina di ceci servite in un panino al sesamo. Il più antico spuntino di strada della città, eredità del periodo arabo.
- Pasta con le sarde: sarde, finocchietto selvatico, pinoli e uvetta, con la mollica tostata invece del formaggio. L'incontro di dolce e salato viene dalla stessa epoca.
- Caponata: melanzana fritta, sedano, capperi e olive in agrodolce, servita fredda. Si mangia come antipasto, e tiene giorni.
- Cannolo: una scorza fritta riempita di ricotta di pecora, riempita al momento. Se è pronto da prima la scorza è molle, e quello è il segnale per andarsene.
- Granita e brioche: ghiaccio tritato al limone, alla mandorla o al caffè, inzuppato in una brioche. È una colazione d'estate, non un dolce.
- Vini dell'Etna: rossi di nerello su suolo vulcanico, tesi e minerali, il contrario dei vini caldi che si aspettano da un'isola del sud.
I mercati di Palermo, Ballarò, Capo e Vucciria, sono posti di cucina quanto di vendita: si mangia in piedi, a tavoli di cavalletti, quello che è appena uscito dalla frittura. Alle due si svuotano, e Vucciria si riempie di nuovo la notte.
Dove dormire in Sicilia
| Zona | A cosa serve | Buono a sapersi |
|---|---|---|
| Palermo, la Kalsa | Fontana Pretoria, mercati, mare | Il quartiere più restaurato, tutto a piedi |
| Palermo, Capo o Ballarò | Mercati, cibo di strada, vita quotidiana | Rumoroso e vivo, la parte meno cara del centro |
| Siracusa, Ortigia | Tempio di Atena, vicoli, lungomare | Isola pedonale, cara d'estate |
| Siracusa, città moderna | Parco archeologico, budget | A dieci minuti a piedi da Ortigia, metà prezzo |
| Vicino all'Orto botanico | Quiete, università, giardini | Al bordo del centro, ben servito |
Che budget per un viaggio in Sicilia
| Stile | Durata | Budget per persona |
|---|---|---|
| Stretto (ostello, mercati, chiese) | 7 giorni | 350 a 500 € |
| Comodo (hotel, ristoranti, auto a noleggio) | 7 giorni | 800 a 1.200 € |
| Alto (palazzo restaurato, tavole con un nome) | 7 giorni | 2.000 a 3.000 € |
- Il cibo di strada: panelle, arancine e sfincione costano pochi euro al mercato, e quella è la cucina migliore della città, non un ripiego.
- Il biglietto cumulativo arabo normanno: più monumenti del percorso patrimonio dell'umanità stanno in un unico ingresso, comprato al primo sito.
- L'inverno: gli hotel di Palermo costano la metà da novembre a marzo, e la città non perde niente del suo interesse.
- Le chiese: la maggior parte è gratuita, comprese quelle con i mosaici. Pagano solo la Cappella Palatina e qualche chiostro.
- Il menù di mezzogiorno: il pasto del giorno costa la metà della carta della sera, e le trattorie del mercato non ne hanno bisogno, sono già economiche.
Tradizioni e cultura in Sicilia
Il regno normanno di Sicilia, nel XII secolo, impiegava funzionari greci, arabi e latini e pubblicava i suoi atti in tre lingue. Non era tolleranza nel senso moderno ma calcolo amministrativo, e ha prodotto un'arte che non si vede da nessun'altra parte.
Siracusa arrivò a trecentomila abitanti nel V secolo prima della nostra era, più di Atene. Il suo teatro greco, tagliato nella roccia, serve ancora ogni primavera a rappresentare le tragedie antiche.
Due abitudini utili. Al mercato la merce non si tocca: si indica, e il venditore la porge. E nelle chiese spalle e ginocchia coperte sono richieste in ogni caso, anche a trentacinque gradi: uno scialle in borsa risolve la giornata.