Il Museo del Vieux Nîmes, dove è nato il jeans
Il parquet scricchiola sotto i tuoi passi. In una vetrina, un casaquin blu del XVIII secolo attira subito l'attenzione: è l'antenato del jeans che probabilmente indossi in questo momento. Questa giacca in serge de Nîmes, tessuta quasi tre secoli fa, testimonia un'epoca in cui la città era uno dei centri tessili più importanti d'Europa.
Perché visitare il Museo del Vieux Nîmes?
Questo museo racconta la storia di Nîmes dove si interrompe quella del Musée de la Romanité, ovvero a partire dal Medioevo. Fondato nel 1921 da Henri Bauquier, giornalista ed erudito locale, il museo rispondeva all'urgenza di preservare le tracce di uno stile di vita e di industrie ormai in via di estinzione. La sede scelta per ospitare le collezioni ha un fascino notevole.
L'antico palais épiscopal (palazzo vescovile), costruito nel 1684 dall'architetto nîmois Jacques Cubizol, si sviluppa tra corte e giardino. I soffitti alla francese e le boiserie del XVIII secolo dialogano con i 15.000 oggetti esposti. Si passeggia in un gabinetto delle curiosità dove ogni pezzo rivela una sfaccettatura dell'identità gardoise.
La sala del denim: alle origini di un mito mondiale
La star del museo occupa un'intera sala. La celebre serge de Nîmes, quel tessuto di lana e seta tinto all'indaco che i pastori delle Cévennes tessevano già dal XVI secolo, rivela qui i suoi segreti. I fili di ordito blu incrociati con quelli di trama bianchi creano quel motivo obliquo così caratteristico. Esportata verso l'Inghilterra e poi verso l'America, questa tela robusta finì per prendere il nome di de Nîmes, diventato poi denim oltreoceano.
Levi Strauss non ha fatto altro che sfruttare una materia prima la cui reputazione di solidità superava già gli oceani. Il museo espone campioni di tessitura, abiti d'epoca e ripercorre questo legame inatteso tra le Cévennes e i cercatori d'oro della California.
Collezioni e arredi regionali
Le armadiature della Linguadoca
Gli imponenti armadi in noce scolpito catturano lo sguardo per i loro dettagli ornamentali. Questi mobili nuziali, tramandati di generazione in generazione, presentano motivi floreali, scene di vita quotidiana o simboli religiosi incisi a scalpello dagli artigiani locali.
Tessuti e scialli in cashmere
Oltre al denim, il museo conserva una notevole collezione di scialli del XIX secolo. I cosiddetti scialli delle quattro stagioni, che le donne di Nîmes ruotavano a seconda del periodo dell'anno, figurano tra i pezzi più raffinati.
Consiglio d'amico: Richiedi la guida cartacea in italiano all'ingresso. Le spiegazioni nelle sale sono talvolta sintetiche e questo documento gratuito arricchisce notevolmente la comprensione delle collezioni.
Il giardino segreto
Dietro l'edificio, un giardino recintato offre una pausa di tranquillità. Una fontana coperta di gelsomino occupa il centro di questa corte circondata da mura in pietra bionda. Alcune panchine all'ombra degli alberi permettono di riposarsi dopo la visita. L'accesso è gratuito, anche senza biglietto per il museo.
Da osservare nelle collezioni:
- Il casaquin in serge de Nîmes del XVIII secolo, pezzo forte della collezione tessile
- Le terracotte invetriate dell'Uzège, ceramiche con smalti colorati tipiche della regione
- I documenti iconografici che ripercorrono le trasformazioni della città negli ultimi cinque secoli
Questo piccolo museo presenta oggetti legati alla storia di Nîmes. Dipinti, ceramiche, vestiti, le collezioni sono molto eclettiche. Il percorso è piuttosto caotico, ho fatto fatica a seguire il filo conduttore dell'esposizione, abbastanza disordinata nella sua presentazione. Tuttavia, mi sono piaciuti molto i mobili e la sala dedicata al tessuto denim, che viene usato per confezionare i jeans. La visita non è davvero indispensabile se avete poco tempo. Andateci più per curiosità.