La cattedrale di Nîmes, dieci secoli tra fede e conflitti
La luce del mattino colpisce il fregio scolpito sulla facciata. Scene risalenti a novecento anni fa emergono dalla pietra dorata: Adamo ed Eva cacciati dal paradiso, Caino che uccide Abele, l'Arca di Noè. Questi bassorilievi romanici narrano l'Antico Testamento a pochi passi dalla place aux Herbes, dove il mercato è il cuore pulsante della città fin dal Medioevo.
Perché visitare la cattedrale di Nîmes?
Il papa Urbano II consacrò la prima cattedrale romanica nel 1096. L'edificio ha affrontato prove violente: saccheggiato durante la crociata contro gli albigesi nel XIII secolo, devastato dai protestanti nel 1567 e nel 1621 durante le guerre di religione. Il 29 settembre 1567, giorno della Michelade, un centinaio di cattolici furono massacrati nel pozzo del cortile dell'evescovado, proprio accanto.
Questa storia tormentata spiega la sorprendente sovrapposizione di stili che si osserva oggi. Le pareti portano le cicatrici del passato e le tracce di ogni ricostruzione. L'edificio attuale mescola frammenti romanici del XII secolo, architettura classica del XVII e decori romano-bizantini del XIX. Una lezione di storia incisa nella pietra.
Il fregio romanico e i tesori della facciata
Il fregio sotto il frontone triangolare conta 18 scene tratte dalla Genesi, dall'Esodo e dal libro dei Numeri. I primi sette bassorilievi a sinistra risalgono agli anni 1170-1190. Costituiscono una delle opere maggiori dell'arte romanica provenzale, influenzata direttamente dalle botteghe dell'abbazia di Saint-Gilles.
Le altre undici scene furono scolpite nel XVII secolo per sostituire la parte distrutta dai riformati. La differenza di fattura è facilmente distinguibile. Gli archeologi dell'Inrap (Istituto nazionale di ricerche archeologiche preventive) hanno pulito l'insieme al laser nel 2024, nel quadro di un importante cantiere di restauro avviato nel 2022.
I dettagli da osservare sulla facciata:
- Il peccato originale e l'espulsione dal Paradiso
- Le offerte di Abele e Caino
- La costruzione della torre di Babele
- Gli archetti pensili lombardi, tipici dell'arte romanica meridionale
- Il campanile massiccio, unico superstite della coppia originale
Un interno dai molti volti
L'architetto Henri Antoine Révoil ha riallestito gli interni tra il 1877 e il 1882 seguendo lo stile romano-bizantino allora in voga. Le volte a crociera e la navata unica risalgono invece alla ricostruzione del XVII secolo, orchestrata dal vescovo Anthyme-Denis Cohon.
La chapelle du Rosaire, dietro il coro, merita particolare attenzione. Completata nel 1669, rappresenta un capolavoro dell'arte barocca del Languedoc, coronata da un lanternino che diffonde una luce soffusa. Qui si trova la tomba del vescovo Cohon. Nella terza cappella sud, un sarcofago paleocristiano in marmo e la tomba del cardinale de Bernis, diplomatico del XVIII secolo, testimoniano l'antichità del luogo.
L'organo monumentale del XVII secolo
I costruttori Gaspard e André Eustache iniziarono la realizzazione dell'organo nel 1643. La grande cassa scolpita da Christophe Noiratte e Michel Péru è sopravvissuta ai secoli. Alfred Kern di Strasburgo ha restaurato lo strumento nel 1974, restituendogli il positivo e l'estetica originale. L'associazione Les Amis des Orgues organizza regolarmente concerti, tra cui le audizioni del mezzogiorno.
Consiglio dell'esperto: In luglio e agosto, i Jeudis de la Cathédrale propongono serate culturali dalle 19:00 alle 22:00 nell'ambito dei Jeudis de Nîmes. Un momento ideale per scoprire l'edificio sotto un'altra luce, lontano dall'affluenza turistica diurna.
Laisse les pays voisins tranquille occupe-toi de ton bled sa suffira vieux coq