Medina di Casablanca: recensioni, prezzo e consigli pratici

Accès principal : Bab Marrakech, Casablanca, Marocco
Accès principal : Bab Marrakech, Casablanca, Marocco
Visite guidate a partire da 19 €*
Prenotazione consigliata
Prenota ora
Médina de Casablanca

La medina di Casablanca, un crocevia di storie tra due mondi

Nel tumulto della capitale economica del Marocco si nasconde un quartiere che sfida ogni convenzione. La medina di Casablanca, ricostruita dopo il devastante terremoto del 1755, è la più recente del Paese e senza dubbio la più singolare. Qui, l'architettura arabo-musulmana si fonde con influenze europee, creando un meticciato architettonico unico che racconta tre secoli di scambi culturali.

Una fenice nata dalle ceneri di Anfa

Tra il XII e il XV secolo, la città di Anfa prosperava come porto attivo, prima di essere completamente rasa al suolo dai portoghesi nel 1468 come ritorsione per le attività corsare. Il sito cadde nell'oblio per tre secoli. È nel 1770 che il sultano Sidi Mohammed Ben Abdallah decise di ricostruire la città, ribattezzandola Dar El-Beïda, la Casa Bianca. Fece erigere moschee, hammam, forni e mulini, consolidando al contempo i bastioni per creare un punto di difesa strategico sulla costa atlantica.

A partire dal XIX secolo, un'importante comunità europea si stabilì nella medina. Tre quarti delle costruzioni attuali risalgono al XX secolo, a testimonianza di un periodo in cui la medina ospitava hotel, ristoranti, consolati e la prima banca del Marocco.

Un'architettura che non somiglia a nessun'altra

Ciò che stupisce in questa medina è la sua architettura, decisamente diversa dalle altre medine marocchine. Case signorili e palazzi privati a prevalenza ispano-moresca sfoggiano porte in legno intagliato, balconi in ferro battuto e finestre con moucharabieh. Le strade, spesso abbastanza larghe da permettere la circolazione delle automobili, contrastano con i dedali tradizionali delle medine imperiali.

Per certi versi, la medina ricorda le città mediterranee con le sue facciate bianche, le arcate moresche e i cortili andalusi. Questa singolarità architettonica riflette la sua storia cosmopolita, dove europei e marocchini convivevano in un fervore commerciale unico.

Il triangolo monoteista, simbolo di una coesistenza armoniosa

Nel cuore della medina sorge una testimonianza toccante di tolleranza religiosa. Il triangolo monoteista riunisce la chiesa spagnola barocca Santa Buenaventura, oggi sconsacrata e trasformata in centro culturale, la sinagoga Ettedgui e la moschea Ould El Hamra, la più antica di Casablanca, completata nel 1795. La moschea Hamra trarrebbe il suo nome dalla città rossa di Marrakech, da cui proveniva il suo costruttore, oppure dal colore della sua barba tinta all'henné.

La comunità ebraica era molto presente nella medina, in particolare nel quartiere del Mellah. Le leggende locali arricchiscono ogni angolo. La storia di Lalla Taja, benefattrice dei bambini nel XIX secolo, il cui mausoleo fu finanziato dal Consolato del Belgio, continua a commuovere i visitatori.

I guardiani di pietra: dalla Sqala ai santuari

La Sqala rimane uno dei gioielli della medina. Questo bastione fortificato fu costruito nel 1769 da Sidi Mohammed Ben Abdallah per proteggere la città con i suoi imponenti cannoni orientati verso l'oceano Atlantico. L'edificio si ispira alle fortificazioni del Rinascimento europeo, costruito da maestri artigiani genovesi. Oggi trasformato in caffè-ristorante moresco, offre una pausa incantata in un giardino andaluso con vista panoramica sul porto.

I santuari costellano il percorso. La tomba di Sidi Allal al-Kaïraouani, primo santo della città, e la koubba di Sidi Bou Smara sono luoghi di commemorazione importanti per gli abitanti. Si accede generalmente alla medina da Bab Marrakech, la porta di Marrakech, una delle otto porte che attraversavano le mura alte da 6 a 8 metri lungo un perimetro di 4 chilometri.

L'anima dei suq tra tradizione e modernità

Il labirinto di vicoli stretti ospita un vasto suq che vende biancheria per la casa, ferro battuto, pelletteria e artigianato tradizionale. Il mercato africano battezzato Little Dakar aggiunge una nuova dinamica con i suoi prodotti subsahariani, testimoniando la diversità culturale di Casablanca.

Contrariamente alle aspettative, le bancarelle non presentano solo spezie e babbucce, ma anche prodotti di grandi marchi europei molto apprezzati dagli abitanti. I mercati di frutta, verdura e pesce offrono comunque un'immersione autentica nel quotidiano locale.

Il consiglio dell'esperto: Non perdere il Centro di interpretazione del patrimonio, a ingresso gratuito, situato in rue de la Marine vicino alla moschea Ould El Hamra. Questa visita arricchirà considerevolmente la tua comprensione della storia di Casablanca prima di addentrarti nei vicoli.

Vivere la medina al ritmo di Casablanca

Alle 5 del mattino, quando il cielo si tinge delle prime luci, la medina si risveglia e i primi commercianti aprono bottega. Carretti e asini carichi di merci si muovono mentre i venditori ambulanti raggiungono le loro postazioni. Al crepuscolo, quando il cielo si colora di porpora, la medina illuminata vibra ancora di agitazione umana mentre una melodia languida si leva verso il firmamento.

Per una pausa golosa, siediti nella piccola piazza dove i venditori ambulanti propongono ciotole di lumache cotte in un brodo speziato servito bollente. La medina si trova in pieno centro città, a 5 minuti a piedi dalla stazione Casa-Port e dal porto, offrendo un contrasto sorprendente con la città moderna che la circonda.

Visite guidate a partire da 19 €*Prenotazione consigliata
Vedi la disponibilità

Recensioni su Medina di Casablanca

Non c'è ancora nessuna recensione pubblicata su questo luogo.
Sii il primo! Le tue testimonianze saranno utili agli altri viaggiatori e potranno far guadagnare donazioni alle associazioni.