Il cuore pulsante del porto di Sydney
I traghetti gialli e verdi scivolano sull'acqua scintillante mentre l'Opera House di Sydney dispiega le sue vele bianche da un lato e l'arco d'acciaio dell'Harbour Bridge si erge dall'altro. Benvenuto a Circular Quay, il luogo dove l'Australia moderna ha visto la luce un mattino di gennaio del 1788. Non si tratta solo di un terminal per i trasporti, ma del palcoscenico permanente di Sydney, animato dal viavai dei pendolari, dalle risate nei caffè all'aperto e dalle melodie degli artisti di strada.
Perché Circular Quay è una tappa obbligata?
Il 26 gennaio 1788, la Prima Flotta britannica gettò l'ancora in questa insenatura protetta di Sydney Cove. I marinai sbarcarono su queste rive appartenenti al clan Gadigal, popolo Eora che chiamava questo luogo Warrung, ovvero "piccolo bambino". È qui che è nata la colonia del Nuovo Galles del Sud, il primo Stato dell'Australia.
Tra il 1837 e il 1855, i detenuti costruirono il molo semicircolare che avrebbe dato il nome al quartiere. Il porto è diventato l'arteria vitale di Sydney, accogliendo navi commerciali cariche di lana e cereali. Oggi, questo retaggio coloniale si legge ancora nei ciottoli del vicino quartiere di The Rocks e nell'architettura della Customs House, magnificamente restaurata nel 2012.
Il polso di Sydney in un solo luogo
Circular Quay funge da snodo nevralgico della metropoli australiana. Ogni giorno, decine di migliaia di persone transitano per questo hub dove convergono treni, autobus, tram e traghetti. La stazione ferroviaria sotterranea collega tutte le linee suburbane, mentre i pontili allineano le partenze dei traghetti verso ogni angolo del porto.
Questa frenesia non ha nulla di caotico. La passeggiata pedonale che costeggia il lungomare offre un respiro raro in una grande città. I musicisti di strada fanno risuonare i loro didgeridoo, gli artisti espongono le tele di fronte alla baia e gli impiegati in giacca e cravatta si mescolano ai turisti in pantaloncini per ammirare un panorama che non stanca mai.
Tavole con vista
La scena gastronomica è all'altezza del contesto. I ristoranti rinomati si contendono le posizioni migliori: Quay, Aria e Bennelong, incastonato in una delle vele dell'Opera House, propongono una cucina australiana contemporanea raffinata. Per un'atmosfera più rilassata, l'Opera Bar ai piedi dell'Opera House serve cocktail e ostriche fresche con vista sul ponte. Il Cafe Sydney, situato sul tetto della Customs House, offre una vista vertiginosa sull'intera baia.
Esperienze da vivere partendo dai moli
Circular Quay non è una destinazione finale, ma un punto di partenza. I traghetti che salpano dai sei imbarcaderi aprono Sydney come un libro illustrato. Il tragitto verso Manly rimane l'esperienza marittima per eccellenza: 30 minuti di navigazione che passano sotto l'Harbour Bridge, costeggiano le residenze signorili di Kirribilli e si dirigono verso l'oceano attraversando le Heads. A volte, i delfini accompagnano la scia.
Altre linee servono lo zoo di Taronga con la sua vista panoramica sulla città, Watsons Bay e le sue scogliere spettacolari, oppure risalgono il fiume Parramatta fino ai siti storici protetti dall'UNESCO. Le crociere turistiche, dai pranzi gastronomici alle uscite in jet-boat per chi cerca adrenalina, partono tutte da qui.
Cultura e gratuità
Il Museum of Contemporary Art Australia (museo australiano di arte contemporanea) si erge sul fianco ovest del molo, all'interno di un imponente edificio in stile Art Déco. L'ingresso permanente è gratuito e le collezioni presentano il meglio dell'arte aborigena e contemporanea australiana. Proprio accanto, la Customs House ospita una biblioteca pubblica, mostre e, sul pavimento del suo atrio, un affascinante plastico di Sydney protetto da una lastra di vetro.
Il consiglio dell'esperto: per evitare la folla oceanica del Capodanno, vieni ad assistere alle prove dei fuochi d'artificio qualche giorno prima. L'atmosfera è più distesa e lo spettacolo pirotecnico quasi identico. Un altro suggerimento: le mattine nei giorni feriali offrono una luce dorata perfetta per fotografare l'Opera House senza le orde di turisti.
Immagino che questo posto sia per i residenti di Sydney quello che il porto vecchio è per i marsigliesi: un luogo sovraffollato lasciato nelle mani dei turisti.
Che sia così, anche se è un cliché, fate un giro a Circular Quay, sedetevi al tavolino di un bar, caffè o ristorante e godetevi il panorama: la Sydney Opera House (emblema conosciuto in tutto il mondo), l'Harbour Bridge, la baia, il porto, i traghetti che vanno e vengono, le barche ormeggiate, la gente di ogni provenienza che passa...
Aspettatevi di pagare cara la vostra consumazione, ma non siete lì per quello.