La Basilica di San Nicola: il santuario che custodisce il vero San Nicola
Due torri massicce incorniciano una facciata dall'austerità quasi militare. Nessun fronzolo barocco, solo la pietra bianca che vibra sotto il sole delle Puglie. Dietro queste mura spesse batte il cuore spirituale della città: la Basilica di San Nicola accoglie dal 1087 le reliquie di San Nicola, il vescovo di Myra diventato il leggendario Babbo Natale.
Perché vale la pena visitare la basilica?
Il 9 maggio 1087, sessantadue marinai baresi sottrassero le ossa del santo alla sua chiesa di Myra, nell'attuale Turchia, per proteggerle dai turchi selgiuchidi. Il loro arrivo a Bari scatenò un giubilo popolare e la volontà di erigere un santuario degno di tale tesoro.
La cripta fu completata in tempi record e il papa Urbano II la consacrò già nel 1089. L'edificio completo richiese un secolo ulteriore. Questa basilica divenne il prototipo dell'architettura romanica pugliese: forme massicce, linee sobrie e una potenza tranquilla che attraversa i secoli.
Oggi il luogo accoglie lo stesso numero di pellegrini cattolici e ortodossi. Questa vocazione ecumenica ne fa un caso singolare, dato che sono rari gli edifici in cui due tradizioni cristiane convivono con tale naturalezza.
La cripta e i suoi misteri
Scendi le scale laterali. La temperatura scende, l'oscurità si fa densa. Ventisei colonne con capitelli bizantini e romanici sostengono le volte basse. L'odore dell'incenso aleggia nell'aria confinata.
Le reliquie di San Nicola riposano sotto l'altare, protette da una grata. Un sontuoso retablo d'argento, iniziato nel 1319 dal re serbo e rifatto in stile barocco nel 1684, brilla nella penombra. Ogni 6 dicembre, il clero cala un'ampolla nella tomba per raccogliere la manna di San Nicola, un liquido misterioso che trasuderebbe dalle reliquie e al quale vengono attribuite proprietà miracolose.
Accanto, una cappella ortodossa allestita nel 1966 ospita le liturgie orientali. I canti bizantini risuonano in modo unico tra queste pietre millenarie.
Il consiglio dell'esperto: Vieni presto al mattino, verso le 7:30, quando la basilica si sta appena svegliando. La luce radente filtra dalle finestre romaniche e la cripta è quasi deserta, rendendo l'atmosfera davvero raccolta.
I tesori artistici da non perdere
L'interno colpisce per la sua ampiezza essenziale. Tre navate separate da colonne antiche di reimpiego creano uno spazio vasto e sobrio. Il soffitto in legno dorato del XVII secolo aggiunge un tocco di calore barocco, trattandosi di uno dei pochi elementi conservati dopo i restauri del XX secolo.
Presta particolare attenzione a questi elementi:
- Il ciborio del XIII secolo sopra l'altare, il più antico delle Puglie, decorato con mosaici e sorretto da quattro colonne istoriate
- Il trono episcopale (cathedra) dell'abate Elia, capolavoro della scultura romanica completato alla fine dell'XI secolo
- La tomba di Bona Sforza, regina di Polonia, realizzata in marmo rinascimentale nel XVI secolo e incorniciata da due figure femminili che rappresentano Bari e la Polonia
- I pavimenti a mosaico che costellano la cripta e il presbiterio
Adiacente alla basilica, il Museo Nicolaiano espone calici, paramenti liturgici, manoscritti miniati e la corona del re normanno Ruggero II. È l'occasione perfetta per prolungare l'immersione nella storia barese.
Un luogo vivo ogni giorno
La basilica rimane un edificio attivo, non solo un museo statico. Le messe quotidiane scandiscono la giornata, i baresi vi passano per accendere un cero e i turisti vi si raccolgono in preghiera. A inizio maggio, la Festa di San Nicola trasforma la città nella capitale del pellegrinaggio, con processioni, musica e fuochi d'artificio che onorano il santo patrono per tre giorni.
Fai il giro esterno dell'edificio per scoprire i portali scolpiti con motivi vegetali, le scene di cavalieri, i tori e gli elefanti che sorreggono le colonne. Ogni dettaglio racconta una storia medievale incisa nella pietra chiara.
Orari
*Informazioni soggette a variazione