Il museo archeologico di Candia: 5.500 anni di storia in 27 sale
Un disco d'argilla inciso con simboli indecifrabili. Dee che brandiscono serpenti nelle mani alzate. Un toro scolpito nella pietra nera i cui occhi di cristallo sembrano fissarvi. Dietro la sobria facciata Bauhaus del museo archeologico di Candia si nasconde la più straordinaria collezione di arte minoica al mondo.
Perché questo museo merita la visita
Secondo museo della Grecia per importanza, questa istituzione fondata nel 1883 riunisce i tesori riesumati dai palazzi di Cnosso, Festo, Malio e Zakros. I 5.500 anni di storia cretese prendono vita in uno scrigno modernista costruito tra il 1937 e il 1940 dall'architetto Patroklos Karantinos.
Dopo otto anni di chiusura per ristrutturazione, il museo ha riaperto le porte nel 2014 con una museografia decisamente contemporanea. Le 27 sale distribuite su due piani seguono un percorso al tempo stesso cronologico e tematico, dal neolitico all'epoca romana.
I pezzi forti che fanno battere il cuore
Il misterioso disco di Festo
Nella vetrina 51, questo disco d'argilla di 16 centimetri di diametro affascina sin dalla sua scoperta nel 1908. Inciso con 241 simboli disposti a spirale, sfida ancora linguisti e crittografi. Risalente al XVII secolo avanti Cristo, rappresenta una delle più grandi enigmi archeologici al mondo.
Le dee ai serpenti di Cnosso
Queste due statuette in faïence smaltata, alte appena 30 centimetri, incarnano la potenza del culto femminile minoico. Vestite con lunghe gonne a balze e acconciate con tiare, tengono saldamente dei serpenti nelle mani. La finezza dei dettagli testimonia una padronanza artistica sbalorditiva per l'epoca.
Il rhyton a testa di toro
Scolpito nella steatite nera con occhi in cristallo di roccia e diaspro, questo vaso rituale serviva per le libagioni durante le cerimonie religiose. Le corna dorate restaurate e il muso intarsiato di madreperla gli conferiscono una presenza ipnotica. Il toro occupava un posto centrale nella cultura minoica, come testimoniano gli affreschi del salto del toro.
Il pendente alle api di Malio
Questo gioiello in oro di una delicatezza inaudita rappresenta due api che depositano una goccia di miele in un favo. La tecnica di granulazione utilizzata per creare queste minuscole sfere d'oro resta una prodezza anche per i gioiellieri contemporanei. Un capolavoro del 1700 avanti Cristo che misura soltanto 5 centimetri di larghezza.
Il piano degli affreschi: la vita minoica a colori
Al primo piano, la sala XIII costituisce un momento forte della visita. Gli affreschi restaurati provenienti da Cnosso, Amnissos e Hagia Triada rivelano una società raffinata in cui le donne giocavano un ruolo preponderante. I pigmenti blu, ocri e rossi hanno resistito in modo notevole ai millenni.
L'affresco del portatore di rhyton, con il suo profilo dalle proporzioni naturali, contrasta con l'arte egizia contemporanea. Quello del salto del toro mostra atleti, uomini e donne, mentre eseguono acrobazie pericolose sul dorso dell'animale sacro. Le scene di processioni e di giardini racchiusi trasportano nell'intimità dei palazzi scomparsi.
Consiglio d'amico: l'ingresso del museo costa 20 €*, oppure 12 €* con tariffa ridotta; prenotate online per evitare la fila. Visitate prima il museo per capire la civiltà minoica, poi il palazzo acquisterà pieno significato. In estate, privilegiate l'apertura alle 8:00 o il tardo pomeriggio per evitare i gruppi dei crocieristi. Il museo climatizzato offre anche una pausa gradita durante le giornate molto calde.
Oltre i Minoici: le collezioni greche e romane
Le sale del primo piano e del pianterreno coprono i periodi successivi. Le ceramiche nere e rosse dello stile di Kamares, gli idoli votivi dei santuari di montagna, i gioielli micenei compongono una traversata completa dell'antichità cretese.
La collezione di sculture presenta opere dal VII secolo avanti Cristo al III secolo dopo Cristo. La dama di Auxerre in calcare, le statue di Iside-Persefone e Serapide-Ade con Cerbero segnano la transizione verso l'arte greca classica e poi romana. Una continuità storica che dà tutto il suo rilievo all'eccezione minoica.
Orari
Stagione invernale (novembre-marzo): tutti i giorni dalle 8:00 alle 16:00.
Considera dalle 2 alle 3 ore per una visita completa.
*Informazioni soggette a variazione
Questo museo è organizzato e tenuto molto bene. Le sale sono persino climatizzate, il che è davvero piacevole. Le collezioni sono ben valorizzate e piuttosto varie. Gli oggetti esposti coprono un ampio periodo storico. L'ideale per imparare qualcosa in più su questa civiltà.