Ulan Bator, la capitale più fredda del mondo
Meno 25 gradi in pieno gennaio, i comignoli delle yurte che fumano tra le colline e un centro città che alterna torri di vetro a edifici sovietici fatiscenti.
Ulan Bator non assomiglia a nessun'altra capitale asiatica. Spesso ci si arriva solo per partire subito verso il deserto del Gobi o le steppe del Khentii, ed è un errore: la città merita due o tre giorni da sola, tra monasteri buddisti scampati alle pururghe comuniste e mercati dove si contratta ancora il cachemire grezzo.
Una destinazione fatta per te?
Se cerchi una tappa grezza, caotica e lontana dai circuiti turistici prima o dopo un trekking nelle steppe, Ulan Bator ha molto da offrire. La città piacerà a chi ama le capitali imperfette, quelle che non si sono ancora tirate a lucido per i turisti.
Al contrario, se ti aspetti un urbanistica curata, un centro storico pittoresco o un ritmo rilassato, rischi la delusione. La circolazione è notoriamente difficile e l'inquinamento invernale è reale.
Destinazione adatta per:
- I viaggiatori in transito verso il Gobi o le steppe mongole
- I curiosi di storia sovietica e buddismo tibetano
- Gli amanti dei mercati genuini e dello shopping in cachemire
Destinazione inadatta per:
- Chi cerca una città storica preservata
- Le persone sensibili all'inquinamento dell'aria in inverno
- Gli amanti della tranquillità e del traffico scorrevole
Un budget globalmente accessibile, con differenze marcate
| Voce | Fascia |
|---|---|
| Notte in ostello | 8 €* all'15 €* |
| Notte in hotel confortevole | 40 €* all'80 €* |
| Pasto in una tavola calda locale | 3 €* all'6 €* |
| Pasto in un ristorante turistico | 10 €* all'20 €* |
| Totale giornaliero zaino in spalla | 20 €* all'30 €* |
| Totale giornaliero comfort | 60 €* all'100 €* |
Tariffe indicative soggette a variazioni
La realtà pratica da conoscere prima di partire
L'inglese resta limitato fuori dalle zone turistiche: meglio avere qualche frase chiave in mongolo o un'applicazione di traduzione. Le infrastrutture turistiche si concentrano intorno alla piazza Sukhbaatar e al quartiere chic di Zaisan, mentre il resto della città si organizza secondo un urbanistica più sovietica, con marciapiedi a volte rovinati e una segnaletica poco adatta ai visitatori stranieri.
La circolazione stradale è una vera sfida: gli ingorghi possono trasformare un tragitto di 10 minuti in un'ora di attesa. Calcola ampi margini nei tuoi spostamenti.
L'inquinamento invernale, un aspetto da non sottovalutare
Da novembre a marzo, il riscaldamento a carbone delle ger (yurte) che circondano la città genera uno smog denso, tra i peggiori al mondo secondo diversi studi sulla qualità dell'aria. Se soffri di problemi respiratori, prediligi una visita tra maggio e settembre.
Sukhbaatar e il centro monumentale
Tutto si irradia da piazza Sukhbaatar, brevemente ribattezzata piazza Chinggis Khaan tra il 2013 e il 2016, dominata dalla statua monumentale di Gengis Khan seduto sul trono, di fronte al palazzo governativo. È il punto di partenza logico per esplorare la città a piedi.
Il monastero di Gandantegchinlen
A pochi minuti di cammino, questo monastero buddista tibetano è sopravvissuto alle purcche staliniane degli anni 1930 che hanno raso al suolo quasi tutti i templi del paese. Vi si incontrano monaci in abito zafferano e una statua di Migjid Janraisig alta 26 metri e ricoperta d'oro.
Consiglio d'amico: arriva la mattina presto al monastero di Gandantegchinlen, tra le 8:00 e le 9:00, per assistere alle preghiere dei monaci senza la folla dei gruppi organizzati.
Il museo nazionale e il palazzo Bogd Khan
Il museo nazionale della Mongolia ripercorre la storia del paese dagli uomini preistorici fino all'impero mongolo, con una sezione dedicata ai costumi tradizionali delle diverse etnie.
Un po' più a sud, il palazzo d'inverno del Bogd Khan, ultimo sovrano buddista del paese, è scampato anch'esso alla distruzione e oggi custodisce una collezione di oggetti religiosi e diplomatici.
Zaisan e le colline che dominano la città
Il memoriale di Zaisan, arroccato su una collina a sud della città, offre una vista panoramica su Ulan Bator e sulla sua valle. Il mosaico circolare rende omaggio ai soldati sovietici e mongoli, un residuo dell'alleanza comunista ancora ben visibile nell'architettura circostante.
Il quartiere che si estende ai suoi piedi concentra i ristoranti più moderni e i palazzi recenti, un contrasto stridente con il centro storico.
Il mercato nero, immersione nella vita quotidiana
Il Naran Tuul, soprannominato mercato nero, è un dedalo a cielo aperto dove si trova davvero di tutto: stivali di feltro, selle da cavallo, coltelli tradizionali e soprattutto cachemire a prezzi nettamente inferiori rispetto ai negozi turistici. La trattativa è d'obbligo, così come la prudenza con gli effetti personali.
Dove mangiare e bere a Ulan Bator?
Il piatto nazionale, il buuz, ravioli al vapore ripieni di carne di montone o manzo, si trova ovunque, dalle tavole calde di strada ai ristoranti più formali. Il khorkhog, carne cotta in stufato con pietre riscaldate, è piuttosto riservato alle occasioni speciali o alle escursioni nella steppa.
Per un assaggio della scena culinaria moderna, il quartiere di Zaisan concentra caffè e ristoranti fusion frequentati dai giovani urbani e dalla comunità di espatriati.
Dove dormire a Ulan Bator e dintorni?
Il centro intorno a piazza Sukhbaatar concentra la maggior parte degli hotel di fascia media e alta, comodi per muoversi a piedi verso i luoghi principali. Il quartiere di Zaisan attrae chi predilige la tranquillità e la vicinanza ai ristoranti moderni, al prezzo di trovarsi leggermente distanti dal centro storico.
Per un'esperienza diversa, diversi campi di ger turistici sorgono alla periferia della città, una transizione graduale prima di partire per la steppa.
Come arrivare a Ulan Bator?
L'aeroporto internazionale Chinggis Khaan, situato a circa 50 chilometri a sud della città, accoglie voli diretti da diverse città europee a seconda della stagione, oltre a collegamenti via Seul, Pechino o Istanbul. Calcola in genere tra le 9 e le 12 ore di volo diretto dall'Europa a seconda della rotta.
La Transiberiana e la Transmongolica collegano inoltre la città alla Russia e alla Cina, un'opzione lenta ma memorabile per gli amanti dei viaggi in treno a lunga percorrenza.
Come muoversi a Ulan Bator?
Il centro città si gira a piedi senza problemi, ma le distanze tra i quartieri periferici come Zaisan o l'aeroporto richiedono un veicolo. Gli autobus urbani esistono ma risultano poco intuitivi per un visitatore straniero che non conosce il mongolo.
Le applicazioni locali di ride-hailing sono ampiamente utilizzate e molto più affidabili dei taxi presi al volo per strada, spesso soggetti a tariffe negoziate sul momento.
Quando andare a Ulan Bator?
Il periodo ideale va da giugno a settembre, quando le temperature sono miti e l'aria è respirabile. Il festival del Naadam, a metà luglio, trasforma la città con le sue gare di lotta, tiro con l'arco e corse di cavalli, attirando però anche una forte affluenza turistica.
Evita se possibile il periodo da dicembre a febbraio: il freddo estremo si accompagna a un picco di inquinamento atmosferico che rende l'aria difficilmente respirabile per diverse settimane.
Questa città è sporca! Molto inquinata. Devo ammettere che la mia esperienza è stata pessima e tralascerò i dettagli per concentrarmi sulla ricerca di qualche punto positivo. Penso che ci voglia tempo per adattarsi a questa città. Si percepisce chiaramente che tutto avviene in luoghi nascosti. Questa città va esplorata. D'altro canto non c'è nulla da vedere lì. Restateci il meno possibile e partite alla scoperta del deserto del Gobi! Andate a conoscere i nomadi, sono straordinari. La Mongolia è magnifica, la capitale è orribile.