Il porto di Porto Venere, un baluardo colorato sul mar Ligure
I gozzi si dondolano a pelo d'acqua. Queste barche da pesca in legno, larghe e panciute, sono ormeggiate lungo la Calata Doria, così vicine ai tavolini dei ristoranti che si potrebbero quasi toccare i loro scafi restando seduti. Dietro di esse, un muro di facciate pastello si alza per quattro o cinque piani, tra tonalità ocra, giallo zafferano, rosa cipria e verde oliva.
Questo lungomare ha un nome preciso: la Palazzata. Non somiglia a nessun altro porto della Riviera ligure.
Perché visitare il porto di Porto Venere?
Questo minuscolo approdo non ha nulla di una marina convenzionale. Le sue origini risalgono all'epoca romana, quando l'antico Portus Veneris, citato già nel I secolo a.C., ospitava una comunità di pescatori. Quando la Repubblica di Genova acquistò il borgo dai signori di Vezzano nel 1113, ne trasformò radicalmente l'aspetto.
Per difendere questo punto strategico durante il conflitto contro Pisa, Genova eresse una cinta fortificata di cui la Palazzata costituisce la facciata marittima. Ogni casa-torre fungeva contemporaneamente da abitazione e da baluardo difensivo.
Il risultato è un complesso architettonico iscritto nel patrimonio mondiale dell'UNESCO dal 1997, insieme alle Cinque Terre e alle isole Palmaria, Tino e Tinetto. Il porto è inoltre un punto di partenza privilegiato per esplorare il golfo dei Poeti via mare, a bordo di traghetti, barche private o in kayak.
La Palazzata: un fronte mare che racconta otto secoli di storia
Le case-torri della Palazzata sono costruite l'una contro l'altra, senza alcuno spazio intermedio. Le loro fondamenta affondano direttamente nella roccia. Verso il mare, le facciate sono lisce, quasi prive di ornamenti, senza balconi e con finestre strette.
Non si trattò di una scelta estetica, ma di una necessità difensiva. Era impossibile arrampicarsi sui muri o forzare le aperture. Sul lato opposto, ripidi scalini conducono ai caruggi, i vicoli medievali del borgo. All'estremità occidentale, la casa detta dei Doria si distingue per i suoi archi a ogiva di influenza toscana.
La Torre Capitolare, risalente al 1160, segna il confine terrestre di questo bastione abitato. Oggi ospita una struttura ricettiva di pregio, mantenendo intatta la sua fisionomia originale con pietre a vista e finestre a bifora. Per scattare le foto migliori, raggiungi il pontile dei traghetti al mattino presto, quando la luce colpisce le facciate frontalmente e i colori vibrano senza l'ombra proiettata dal castello.
Un porto vivo tra pescatori e diportisti
Il porto conta circa quaranta posti barca, di cui una trentina riservati a imbarcazioni dai 10 ai 50 metri e una decina per quelle più piccole. I fondali variano tra i 3 e i 5,5 metri. La marina è gestita dalla società Portovenere Servizi Portuali e Turistici e ha ottenuto la Bandiera Blu per la sua gestione ambientale. I servizi includono acqua, elettricità, Wi-Fi, servizi igienici e una gru da 5 tonnellate.
La vita portuale rimane legata alla pesca. I gozzi rientrano al mattino con acciughe, triglie e i famosi muscoli, le cozze locali allevate nelle acque del golfo. Diversi ristoranti affacciati sulla Calata Doria li cucinano in giornata. È possibile ancorare anche nello stretto delle Bocche, tra Porto Venere e l'isola Palmaria, con il bel tempo e su fondale sabbioso.
Consiglio d'amico: la velocità è limitata a 3 nodi nel porto e a 6 nodi nel canale di Porto Venere. In alta stagione, i posti di transito sono limitati, quindi contatta il porto sul canale VHF 9 prima di avvicinarti. Per chi non viaggia in barca, la passeggiata lungo la Calata Doria è il posto più piacevole del paese per un aperitivo vista Palmaria.
Punto di partenza verso il golfo dei Poeti
È da questa banchina che partono le navette della Cooperativa Barcaioli per l'isola Palmaria, con una traversata di cinque minuti. I traghetti della Navigazione Golfo dei Poeti collegano Porto Venere a La Spezia, Lerici e ai cinque borghi delle Cinque Terre da fine marzo a inizio novembre. Escursioni in barca privata, crociere al tramonto e giri attorno all'arcipelago Palmaria, Tino e Tinetto si possono prenotare direttamente agli sportelli sul porto.
Il panorama dal mare merita da solo l'imbarco. Lasciando il porto, si osserva la Palazzata intera che si staglia compatta sull'acqua, sovrastata dalla mole grigia del Castello Doria e prolungata all'orizzonte dalla silhouette a righe bianche e nere della chiesa di San Pietro, arroccata sul suo promontorio roccioso.
Orari
*Informazioni soggette a variazione
Perfetta per iniziare alla scoperta del borgo. Si ha l'impressione di essere entrati in un dipinto. Qui l'Italia ha conservato la sua identità e tutto si vive al ritmo dell'acqua che culla le piccole imbarcazioni. Come per gli altri villaggi delle Cinque Terre, il cambio di scenario è assicurato! Tra le specialità, le calette e i sentieri nascosti, si intuisce tutto un mondo che non aspetta altro che rivelarsi.