Il Duomo di Torino: custode del più grande mistero cristiano
Una facciata in marmo bianco immacolato crea un netto contrasto con l'ocra degli edifici circostanti. Tre portali rinascimentali accolgono i visitatori in quella che rappresenta l'unica testimonianza architettonica di quell'epoca a Torino. Eppure, non è l'eleganza delle sue linee ad attirare milioni di persone ogni anno. È ciò che si cela dietro l'altare maggiore: una reliquia che affascina quanto divide, la Sindone.
Perché il Duomo di San Giovanni Battista è una tappa obbligata?
Costruito tra il 1491 e il 1498 sui resti di un antico teatro romano e di tre chiese paleocristiane, questo duomo racconta mille anni di storia torinese. È dedicato a san Giovanni Battista, patrono della città, e rimane indissolubilmente legato alla dinastia dei Savoia, che ne fece uno scrigno reale.
L'edificio presenta una pianta a croce latina con tre navate e dettagli gotici. Il campanile in mattoni rossi, completato nel 1469 prima ancora della cattedrale stessa, fu innalzato nel 1720 dall'architetto Filippo Juvarra. Tuttavia, è nel XVII secolo che la cattedrale vive la sua trasformazione più spettacolare: l'aggiunta della Cappella della Sacra Sindone progettata da Guarino Guarini.
La Cappella della Sacra Sindone: un capolavoro barocco
Tra il 1668 e il 1694, Guarini concepì uno spazio che sfida le leggi della fisica. La cappella si inserisce tra la cattedrale e il Palazzo Reale, accessibile tramite due scale simmetriche che conducono in una penombra di marmo nero. Ogni gradino segna il distacco dal mondo terreno.
Poi, improvvisamente, la luce. La cupola di Guarini si innalza come un tunnel verso il paradiso: archi intrecciati creano un merletto di pietra e luce che simboleggia l'ascesa dalla terra al cielo, dalla morte alla resurrezione. Un pavimento disseminato di stelle in bronzo guida lo sguardo verso questa volta vertiginosa, unica nel panorama barocco.
Un incendio devastante colpì la cappella nella notte tra l'11 e il 12 aprile 1997. Dopo vent'anni di restauri meticolosi, è stata riaperta al pubblico nel settembre 2018. Oggi, tornata al suo splendore, conserva intatta la sua capacità di meravigliare.
La Sindone: tra fede e scienza
Il lenzuolo, lungo 4,3 metri e largo 1,1 metri, recherebbe l'impronta del corpo di Cristo. Trasferito a Torino nel 1578, lascia la sua cassetta blindata solo durante ostensioni eccezionali decise tramite decreto papale. La prossima esposizione pubblica è in programma per il 2025.
Nel frattempo, una copia fotografica a grandezza naturale è visibile vicino all'ingresso del duomo. Il negativo fotografico rivela con maggiore chiarezza i contorni del volto e del corpo impressi sul tessuto. Nelle gallerie sotterranee accessibili dall'interno della chiesa, un'esposizione permanente ripercorre la storia del telo, le analisi scientifiche condotte e le controversie che lo accompagnano.
Il Museo della Sindone
Per approfondire, il Museo della Sindone si trova a pochi isolati dal duomo. Offre un approccio storico e scientifico dettagliato su questa reliquia, con spiegazioni sui test al carbonio 14, sulle analisi tessili e sui dibattiti teologici.
I tesori artistici della cattedrale
Oltre alla Sindone, il duomo custodisce opere di grande rilievo. Nella seconda cappella a destra, è possibile ammirare il polittico dei santi Crispino e Crispiniano realizzato da Giovanni Martino Spanzotti e Defendente Ferrari tra il 1498 e il 1504. La sesta cappella ospita una grande icona di san Giovanni Battista dipinta da Morgari nel 1862.
Le cappelle laterali, donate dalle nobili famiglie torinesi, presentano ciascuna un carattere distintivo. Alcune sono decorate con stucchi del XVII secolo, altre con marmi policromi. La tribuna reale, progettata da Francesco Valeriano Dellala di Beinasco nel 1775, accoglie la Sindone durante le grandi ostensioni.
La cattedrale ospita anche le tombe di numerosi membri di casa Savoia. È qui che riposa il beato Pier Giorgio Frassati, giovane torinese beatificato nel 1990 da Giovanni Paolo II, noto come il santo della gioventù del terzo millennio.
Il consiglio d'amico: visita la cattedrale nel tardo pomeriggio verso le 17:00, quando la luce dorata attraversa le vetrate e illumina i marmi. L'accesso alla Cappella della Sacra Sindone è consentito solo tramite il percorso del Palazzo Reale, per il quale è richiesto un biglietto separato. Se visiti solo la cattedrale, l'ingresso è gratuito. Ricorda di indossare un abbigliamento consono: sono richieste spalle e ginocchia coperte.
Orari
*Informazioni soggette a variazione
Per quanto mi riguarda, ho trovato la visita al Duomo di Torino molto interessante. Il monumento ha una bella architettura. Ma la cosa più interessante è l'interno. Infatti, questa cattedrale è nota per custodire la Sacra Sindone, il che la rende un luogo altamente spirituale e simbolico. Sarebbe un peccato perdersi questa visita. Cercate di arrivare presto perché spesso c'è molta gente.