Parigi e la sua Tour Eiffel, Parigi e i suoi Champs-Élysées, Parigi e il suo museo del Louvre… Sembra tutto così scontato per chiunque voglia partire alla scoperta della nostra splendida capitale romantica!
Ma avevate mai pensato a Parigi e ai suoi passaggi coperti e gallerie insolite?

Certo, meno noti al grande pubblico e nascosti tra le stradine di Parigi, questi luoghi improbabili sono vere e proprie perle che vi permetteranno di immergervi nel cuore del XIX secolo, nell'atmosfera mondana dei grandi abiti a corsetto e in una Parigi uscita dalla Rivoluzione francese, allora in piena mutazione demografica, industriale e urbana.
Siete pronti, dunque, per questa visita di Parigi dai toni un po' insoliti e meno classici, ma altrettanto entusiasmanti e ricchi di sorprese?
Fidatevi di me, chiudete gli occhi e lasciatevi guidare in un viaggio inedito attraverso il tempo…
Ma prima di calpestare le lastre di questi antichi resti che richiamano lo sfarzo e la frivolezza di un'epoca ricca di colpi di scena, soffermiamoci prima sulla loro origine e scopriamo come sono nati questi luoghi carichi di storia.
La storia dei passaggi coperti parigini
C'era una volta i passaggi coperti e le gallerie di Parigi…
Anni 1780, il Duca d'Orléans ha bisogno di denaro
Per questa piccola retrospettiva, riportiamo le lancette dell'orologio agli anni 1780, epoca in cui il Duca d'Orléans, allora proprietario del Palais Royal, si trovava sull'orlo del fallimento. Si vide quindi costretto a trovare rapidamente una soluzione per risanare il suo palazzo e coprire le sue spese sconsiderate; e cosa c'era di meglio di un grande progetto di speculazione immobiliare che prevedesse la costruzione di gallerie commerciali ai piedi del suo edificio? All'epoca, l'idea era quella di costruire sui quattro lati del palazzo degli immobili con portici e negozi al piano terra per incassare gli affitti. Un'idea rivoluzionaria e finanziariamente molto promettente, ma ben presto abbandonata per mancanza di mezzi.
Cosa fare dunque di fronte a questo fallimento cocente? Non se ne parla nemmeno di arrendersi! Per rientrare del progetto intrapreso, il Duca d'Orléans trovò una via d'uscita decidendo di dotare lo spazio, allora incompiuto, di botteghe provvisorie che ospitavano tre file di negozi serviti da due corridoi coperti. E il successo fu immediato! Infatti, con i loro ottantotto negozi che riunivano sarti, parrucchieri, caffè, mercanti di stampe, sale di lettura, librerie e altri commercianti, queste "gallerie di legno" del Palais Royal divennero l'attrazione preferita dei parigini e dei visitatori, il posto dove farsi vedere, passeggiare, fare acquisti o anche… lasciarsi andare a qualche vizio!
Prima metà del XIX secolo, l'età dell'oro dei passaggi coperti

Ed è così che nacque il prototipo dei passaggi coperti e delle gallerie di Parigi che, molto presto, si moltiplicarono su iniziativa di speculatori lungimiranti che videro nell'idea del Duca d'Orléans di affittare negozi e abitazioni l'investimento più redditizio dell'epoca. Fu proprio sui terreni liberi confiscati alla nobiltà e al clero all'indomani della Rivoluzione francese che questi speculatori videro il luogo ideale per la costruzione dei primi passaggi coperti. Lo spazio, ormai disponibile e ben posizionato nel centro di Parigi, venne riqualificato: i nuovi proprietari (o meglio, i finanziatori!) di terreni, case e palazzi privati rasero al suolo gli edifici esistenti e i loro giardini per ricostruire immobili di uno o due piani, con al centro vere e proprie gallerie dotate di almeno un ingresso e un'uscita per creare una scorciatoia tra due strade, facilitando così l'accesso ai punti più animati della città. Fu così che una trentina di passaggi coperti vennero costruiti durante la Restaurazione (1814-1830) e la Monarchia di Luglio (1830-1848), principalmente sulla riva destra della Senna, attirando la clientela benestante dell'epoca.
E se questi passaggi furono molto frequentati fin dai loro esordi, conobbero il loro vero apice negli anni 1850, quando, fuggendo da una Parigi ancora fortemente impregnata di alcuni retaggi del Medioevo, come l'assenza di marciapiedi, l'assenza di elettricità, la presenza di fango in strade dagli odori nauseabondi e dal frastuono assordante, i passanti si rifugiarono a ogni costo in questi luoghi riparati, che sfoggiavano le prodezze tecniche dell'epoca per sfuggire ai disagi della capitale. Infatti, cosa c'era di meglio di queste gallerie coperte, vetrate, riscaldate e illuminate a gas per passeggiare all'asciutto e fare vetrine al riparo dalle intemperie e dai pericoli della città?
È proprio in questo modo che questi siti sono diventati rapidamente un luogo di passeggio privilegiato per la nuova borghesia, ricca e spendacciona, ma anche uno spazio per balli, galanterie, incontri e divertimenti.
Fine del XIX secolo, il declino

Ma purtroppo, come tutte le cose belle che giungono al termine, questo successo fu solo effimero… L’arrivo dei lavori di Haussmann (e con essi, le fognature!) e del XX secolo, lo sviluppo della ferrovia, la massificazione dell’economia, l’ascesa dei grandi magazzini (come ad esempio i Grands Magasins du Printemps nel 1865, la Samaritaine nel 1870 o ancora le Galeries Lafayette nel 1894) e la crescente importanza dell’automobile segnarono il declino progressivo di questi passaggi coperti, che vennero pian piano abbandonati dai parigini e dai turisti in cerca di spazi più ampi e di prodotti di grande consumo. In particolare, dei 150 passaggi esistenti a Parigi nel 1850, ne sopravvivono oggi solo una ventina, salvati dal Comune di Parigi che, consapevole del valore di questo patrimonio architettonico unico ed eccezionale, ha lanciato un programma di ristrutturazione e di sostegno alla conservazione di questi passaggi coperti parigini.
"Passage couvert" o "galerie"?
Ah, un momento, per favore, sento una domanda da queste parti: «Qual è la differenza tra un passage e una galerie?».
Se non fosse per l'idea di superiorità estetica (con dimensioni più ampie e una decorazione più ricca) introdotta dal termine "galerie", non c'è altra differenza tra la galleria e il passaggio: entrambi designano uno spazio situato solitamente tra due edifici, coperto da una tettoia in vetro e che ospita il più delle volte dei negozi, con la funzione di proteggere e facilitare il passaggio dei pedoni collegando due strade, spesso animate, offrendo così una scorciatoia.
Ma bando alle ciance, perché ho selezionato per voi 5 passaggi coperti e gallerie da vedere assolutamente. Tutti favolosi e relativamente vicini tra loro (9° e 2° arrondissement di Parigi), potrete scoprirli a piedi nel giro di una sola giornata. Vediamoli nel dettaglio.
1, Il passage Verdeau (o il passaggio degli antiquari)

Iniziamo la nostra passeggiata dal passage Verdeau, che inizia al 6 rue de la Grange-Batelière e termina al 31 rue du Faubourg-Montmartre, nel 9° arrondissement di Parigi.
Un dettaglio ci colpisce subito: la sua notevole e altissima vetrata a spina di pesce, dalle linee molto pulite in stile neoclassico, che rende questo luogo uno dei passaggi più luminosi, ariosi e affascinanti di Parigi.
Ma a chi dobbiamo questo capolavoro architettonico?
Questo passaggio, lungo 75 metri e largo 3,75 metri, è opera della società del passage Jouffroy, che lo creò nel 1846. Monsieur Verdeau, che all'epoca era un importante azionista di questa compagnia, diede il suo nome al passaggio. E per la cronaca, sappiate che Monsieur Verdeau è l'uomo che inventò il principio del "noleggio della biancheria" per hotel, ristoranti e altri ricevimenti.
Se questo passaggio coperto è stato a lungo meno popolare dei suoi vicini e relativamente meno prospero finanziariamente poiché non collegava due viali, l'installazione del prestigioso Hôtel des ventes Drouot (IL centro nevralgico del mercato dell'arte francese e internazionale), aperto nel 1980 nelle vicinanze, ha cambiato le carte in tavola e ridato slancio a questo passaggio, dove si sono stabiliti numerosi antiquari e dove oggi si accalcano amanti dell'arte provenienti da tutto il mondo. Si capisce meglio, quindi, perché alcuni lo soprannominino "Passage des Antiquaires" o "Passage Drouot"!
Ma gli antiquari non sono gli unici padroni di casa: in questo passaggio potrete trovare anche fantastiche librerie e gallerie d'arte che racchiudono tesori storici, oltre a ristoranti, tra cui il celebre "Bistrot Verdeau", che riporta in vita le ricette così golose delle nostre nonne e da dove potrete ammirare un magnifico e grande orologio direttamente dal vostro piatto.
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Ma a cosa servirà mai questo orologio? È stato messo lì per farvi sbrigare a mangiare?
Certamente no! In realtà, all'origine, molti passaggi coperti ricchi di negozi furono costruiti vicino alle fermate delle diligenze; era un modo molto pratico per i passeggeri dell'epoca di fare shopping in attesa del loro trasporto. Questo orologio (proprio come gli altri che potrete incontrare in alcuni passaggi) permetteva a questa clientela di viaggiatori di controllare l'ora durante gli acquisti per non perdere la diligenza.
A proposito di orari, sappiate che questo passaggio si può visitare gratuitamente dal lunedì al venerdì, dalle 7:30 alle 21:00, e nel fine settimana, dalle 7:30 alle 20:30.
2, Il passage Jouffroy (o il passaggio più moderno).

Lasciamo ora il passage Verdeau per dirigerci, a pochi metri di distanza, alla scoperta del passage Jouffroy, che dispiega tutta la sua maestosità dal 9 rue de la Grange-Batelière al 10-12 boulevard Montmartre, sempre nel 9° arrondissement.
Punto di giunzione tra il passage Verdeau e quello des Panoramas, questo passaggio fu inaugurato nel 1846 dal conte Felix de Jouffroy-Gonsans e, all'epoca, si distingueva per la sua modernità e per i progressi tecnologici e architettonici che esibiva. Il passage Jouffroy fu infatti il primo passaggio della capitale interamente costruito in metallo e vetro e anche il primo a beneficiare del riscaldamento a pavimento. (Cose che avranno fatto la felicità delle delicate estremità delle dame dell'epoca!).
Del resto, ne è testimone inconfutabile la magnifica vetrata autoportante a ogiva, che lascia filtrare il massimo della luce e illumina un prezioso pavimento in marmo, calpestato nel corso della storia da visitatori giunti fin qui per scoprire i suoi negozi eterogenei: dal venditore di bastoni da passeggio da collezione a questa libreria specializzata in rari libri d'arte, da questo negozio di giocattoli capace di risvegliare in voi una vera Madeleine di Proust, fino a questa originale boutique di articoli orientali. Senza dimenticare l'emblematico Hôtel Chopin, risalente all'apertura del passaggio nel 1846 e che deve il suo nome al celebre compositore, il quale attraversava regolarmente il passaggio per recarsi da casa sua alle sale dimostrative dei pianoforti Pleyel. Questa è la versione ufficiale, la più politicamente corretta e ragionevole fornita all'epoca... Ma la leggenda narra che il nostro birichino Chopin desse appuntamento a George Sand proprio in questo famoso hotel! Ovviamente, resta tutto da verificare...
Se la varietà e l'originalità delle boutique che ospita hanno reso celebre questo passaggio molto frequentato, anche l'installazione del Musée Grévin nel 1882, nelle immediate vicinanze, ha contribuito al suo successo. Grazie alla sua uscita che dà direttamente all'interno del passaggio, il museo, che da sempre attira un gran numero di curiosi desiderosi di ammirare i suoi celebri personaggi di cera, rese il Jouffroy «il passaggio più frequentato di tutti, il più ambito dai commercianti», secondo il giornale L’Egalité.

Da qui, forse, i suoi orari più flessibili, con un'apertura tutti i giorni dalle 7:00 alle 21:30 e un ingresso gratuito.
3, Il passage des Panoramas (o il passaggio dei filatelici)

Attraversiamo ora la strada, o meglio il Boulevard Montmartre, per approdare direttamente nel passage des Panoramas, che ci accoglie all'11 Boulevard Montmartre per poi salutarci al 38 rue Vivienne, nel 2° arrondissement di Parigi.
Se questo passaggio, edificato nel 1799, rimane il più antico della capitale e il primo a beneficiare dell'illuminazione a gas nel 1817, si rivela anche uno dei passaggi più mitici e singolari mai costruiti ai suoi tempi.
Singolare innanzitutto per il nome, che deve alle due grandi torri (o rotonde) costruite ai lati delle sue viscere, nelle quali venivano presentati vasti quadri panoramici: LA nuova attrazione dell'epoca, importata da Londra, che attirava una folla di curiosi. Del resto, questa novità è in gran parte il motivo per cui fu aperto il passaggio: si trattava innanzitutto di mettere al riparo dalla pioggia e dal fango la miriade di curiosi giunti a contemplare questi intriganti panorami. Ma la frenesia e la curiosità suscitate da queste due rotonde avrebbero presto lasciato il posto a una certa stanchezza nel pubblico parigino, portando alla fine di questi imponenti edifici nel 1831.
Ma non c'è da allarmarsi: il passaggio non è caduto nel dimenticatoio; al contrario, continua a brillare e a risplendere ancora oggi grazie alla luce delle sue numerose insegne atipiche, tra cui quelle delle sue favolose e insospettabili botteghe di francobolli e cartoline antiche, che rendono questo luogo IL punto di riferimento imprescindibile per tutti i filatelici di Parigi.

Un luogo anche molto frequentato e ambito per la presenza del Théâtre des Variétés, che si è aggiunto al passaggio nel 1807 e che fa sì che non sia mai deserto.
E visto che si tratta di un passaggio molto in voga, gli orari sono particolarmente estesi: potrete passeggiare gratuitamente in questo luogo decisamente "stravagante" tutto l'anno senza interruzioni, dalle 6:00 fino a mezzanotte.
4, La Galerie Colbert (o la galleria più culturale).

Usciamo ora dal Passage des Panoramas imboccando rue Vivienne (sempre nel 2° arrondissement) e camminiamo per qualche metro fino al n. 4 della stessa via, dove si trova la Galerie Colbert (costruita nel 1823) che, bisogna ammetterlo, non è la prima galleria in cui si precipitano i visitatori!
La sua assenza di negozi è certamente la causa della sua timida notorietà rispetto alla sua grande "sorella" nelle vicinanze, la Galerie Vivienne; tuttavia, merita davvero un'occhiata, anche solo per ammirare la sua magnifica rotonda sormontata da una sbalorditiva cupola in vetro e le sue file di colonne in marmo dallo stile piuttosto eccezionale, in linea con la sua caratteristica principale: il suo lato culturale.
Infatti, se ogni passaggio possiede una propria peculiarità come abbiamo potuto vedere finora, la Galerie Colbert (proprietà della Bibliothèque Nationale de France) si propone come la più culturale, come testimoniano le istituzioni che ospita, ovvero l'Institut National d’Histoire de l’Art (INHA) e l'Institut National du Patrimoine (INP).

La più culturale e certamente la più fotogenica perché, al contrario delle sue "colleghe", ha almeno il privilegio di apparire regolarmente sotto i riflettori grazie soprattutto alla celebre brasserie "Le Grand Colbert", con il suo arredamento Art Nouveau e classificata come monumento storico, situata proprio all'ingresso e spesso utilizzata come set cinematografico.
Quindi non esitate più, osate fare una deviazione per questa galleria che, per di più, vi accoglierà tutti i giorni, senza interruzioni.
5, La Galerie Vivienne (o la galleria più lussuosa)

A due passi dalla Galerie Colbert, o meglio a due numeri civici di distanza, ritroviamo la Galerie Vivienne che ci attende al 6 rue Vivienne, sempre nel 2° arrondissement di Parigi.
Arrivati all'altezza di questa immensa galleria risalente al 1823, il suo ingresso cesellato in ferro battuto, sorvegliato da due imponenti sculture femminili dal drappeggio finemente modellato, detta subito il tono: lusso e raffinatezza sono assicurati!

E la scommessa è vinta non appena si varca l'ingresso dove, immersi in un'incredibile luminosità offerta dalla gigantesca vetrata ad arcate ripetute, potrete calpestare le piastrelle di un sontuoso mosaico a pavimento con motivi ocra, rossi e viola, opera del celebre italiano Giandomenico Facchina.

Un lusso che traspare anche sulle pareti attraverso oggetti che simboleggiano il successo (corone d'alloro), la ricchezza (cornucopie) e il commercio (caduceo di Mercurio).
Una decorazione delicata e curata che ha spinto molti negozi e marchi di alta gamma a stabilirsi qui, come Jean-Paul Gaultier, Wolff & Descourtis o Yuki Tori. Si dice addirittura che Kenzo vi abbia organizzato nel 1970 la sua primissima sfilata di moda in gran segreto...
E per la piccola curiosità, vedete quella scala monumentale nascosta al numero 13 della galleria? I suoi numerosi gradini conducono in realtà all'antica dimora di Vidocq, celebre galeotto francese diventato capo della polizia e fondatore della prima agenzia di investigatori privati al mondo! E secondo la leggenda, esisterebbe un sotterraneo che collega la Galerie Vivienne ai giardini del Palais Royal, permettendo a questo audace personaggio di svignarsela in caso di pericolo...
Solo la storia avrebbe potuto esserne testimone... Per ora, restano solo le vestigia di questa opulenta e pomposa galleria in cui potrete venire a fare shopping tutti i giorni dalle 8:30 alle 20:30, a patto di avere un portafoglio ben fornito!
Due parole in conclusione
È così, su questa nota di eleganza, che si conclude questa breve panoramica dei miei 5 passaggi coperti preferiti di Parigi, ma sappiate che la capitale ne nasconde altri che meritano altrettanto una visita. Ecco una lista più esaustiva nel caso in cui vi venisse voglia un giorno di completare il vostro tour dei passaggi e delle gallerie di Parigi:
- Galerie Véro-Dodat (19 rue Jean-Jacques Rousseau, Parigi, 75001)
- Passage du Grand-Cerf (145 rue Saint-Denis, Parigi, 75002)
- Passage Choiseul (40 rue des Petits Champs, Parigi, 75002)
- Passage du Caire (2 place du Caire, Parigi, 75002)
- Passage des Princes (5 boulevard des Italiens, Parigi, 75002)
- Galerie de la Madeleine (9 place de la Madeleine, Parigi, 75008)
- Passage du Havre (109 rue Saint-Lazare, Parigi, 75009)
- Passage Brady (46 rue du Faubourg Saint-Denis, Parigi, 75010)
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