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Aspres, giorno 4: da Terrats a Montauriol

Tradotto dal francese — Vedi l'originale in francese

Aspres, giorno 4, da Terrats a Montauriol

Una curiosa leggenda, che si basa sulla presenza di camini delle fate sopra il Canterrane, vuole che qui sorgesse una città chiamata Mirmande (Mirmanda), più antica di Barcellona, che sarebbe stata il dominio delle fate prima di essere distrutta da un brutale innalzamento delle acque del mare.

Il nome di Terrats appare nell'844: Argila, figlio del conte Bera di Razès e di Barcellona, vende al figlio Bera due villae, la prima chiamata Terrenum, che potrebbe benissimo essere Terrats, la seconda Furchas, che sarebbe Fourques. Più tardi (beh, ok, molto più tardi...) vendite e altre donazioni fecero di Terrats una signoria appartenente ai Templari; se avete seguito, saprete che i cavalieri dell'Ordine del Tempio hanno fatto di tutta questa regione la loro "casa", ancora oggi.

Un documento piuttosto interessante ci dice che, in un atto del 1208, Arnau de Llers vende al Tempio, per la somma di 5100 sous, tutti i suoi possedimenti di Terrats, in particolare gli uomini e le donne. In altre parole, a quella data, gli abitanti non erano ancora liberati dalla servitù della gleba (un termine edulcorato per dire schiavitù, scherzo, ma non vado molto lontano). Nella seconda metà del XIV secolo (1378), si contavano una cinquantina di abitanti a Terrats. Coltivavano già la vite? Non saprei dirlo. Ciò che è certo è che nel XVIII secolo una mappa mostra un vigneto già molto esteso, tra il Canterrane e Fourques, e al Pla d'Amunt, in direzione di Trouillas. Ancora oggi, la vite rappresenta la principale economia del villaggio.

La chiesa del luogo è dedicata (beh sì... ovviamente) a due santi, San Giuliano e Santa Basilissa (ehi... una santa! Beh, un po' di parità!), entrambi amati, direi quasi venerati nel Rossiglione; avrebbero rifiutato di consumare il loro matrimonio per propagare ciascuno per conto proprio la fede cristiana. È una chiesa romanica dell'XI o del XII secolo; guardate, sul muro vicino alla porta d'ingresso, una croce di marmo rosa del XVI secolo. La chiesa ospita anche una croce processionale, sapete, di quelle grandi, alte e pesanti...

Da Terrats a Fourques...

Fourques, 934 ettari, situati al confine tra la pianura del Rossiglione e gli Aspres, nell'alta valle del Calcerana. Si produce quasi esclusivamente vino, con numerose cantine private e un prodotto la cui qualità è eccezionale.

Nell'844, il luogo di Fourques fu venduto da Argila, figlio del conte Berà, a suo figlio Berà junior (junior l'ho aggiunto io per non farvi perdere nella genealogia... sono premurosa, no?). Ma molto presto (tra vendite e presunte donazioni), furono gli istituti religiosi a possedere quasi tutto il territorio: Saint-Genis des Fontaines nel 981, Saint-Martin du Canigou fin dal 1009 (anno della sua consacrazione), ma soprattutto l'abbazia di Arles-sur-Tech, che divenne a poco a poco proprietaria di quasi tutta la signoria e conserverà i suoi diritti fino alla Rivoluzione. A quell'epoca, l'abate di Arles era co-signore di Fourques, condividendo i suoi diritti sul villaggio con Joseph d'Oms de Tord, marchese d'Oms; i diritti non riguardavano solo la terra, ma anche le persone che venivano "vendute" insieme ai possedimenti: la "servitù della gleba", di cui si parlava già per altri villaggi. Dal XIX secolo, la popolazione di Fourques si aggirava intorno ai 600 abitanti, una cifra che non è quasi mai variata da allora.

San Martino è il santo a cui è dedicata la chiesa, citata per la prima volta nel 994. È un edificio romanico a navata unica, probabilmente ricostruito nel XIII secolo e poi rialzato nel XVI. Da notare, a destra del portale, una pietra tombale scolpita con l'effigie di Guillem Gerard, beneficiario della parrocchia morto nel 1342. Entrate all'interno, verso la sacrestia, per ammirare una superba fontana in marmo del XVI secolo. Godetevi una passeggiata nelle incantevoli strade circostanti; è il "Castello" a meritare una visita. Vi si accede da una porta fortificata situata vicino al municipio. Alcune case conservano resti di cornicioni dipinti, anche se il colore è stato purtroppo in gran parte cancellato dall'usura del tempo.

Da Fourques a Montauriol...

Un tempo esisteva Montauriol d'Amont, oltre a questo villaggio; si trovava a monte del torrente di Montauriol, con la sua chiesa dedicata a San Michele e un castello di cui rimane solo una torre quadrata. Fu l'abbazia di Cuix a acquisire nel X secolo alcuni beni in entrambi i villaggi. Un certo Oliba d'Oms era il signore della zona. In seguito, fu il turno di padre Bernat de Montauriol, poi divenne una signoria appartenente alla famiglia Delpas de Saint-Marsal, che raggruppò i due villaggi e mantenne la signoria fino alla Rivoluzione. Anche sommando tutti i casali e le frazioni, la popolazione non è mai stata molto numerosa. Bisogna dire che le terre coltivabili sono sempre state rare e che le risorse dei boschi e delle foreste non bastavano a far vivere molte persone. Negli ultimi cinquant'anni, il comune ha visto l'arrivo di nuovi abitanti che hanno ristrutturato case e casali in modo davvero splendido.

Parliamo della chiesa: a chi è dedicata, vi chiederete? Beh, naturalmente a San Saturnino! Entrando, troverete dei dipinti dorati: quello centrale raffigura la Crocifissione, i due quadri a sinistra rappresentano l'Annunciazione e l'Adorazione del Bambin Gesù, mentre quelli a destra illustrano scene del martirio di San Saturnino.

Dai, io mi metto in modalità "relax", avete tempo libero fino alla prossima tappa...

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